Project Description

NOI SAREMO

Sinossi

Il ventottenne Paul Verlaine è un poeta in ascesa, ha una vita borghese ed è sposato quando, leggendo un giorno i versi inviatigli da un aspirante poeta di diciassette anni, Arthur Rimbaud, ribelle ed anticonformista, ne rimane catturato, tanto da chiedergli di raggiungerlo a Parigi. Il loro incontro è detonante e Verlaine, attratto dal giovane, abbandona la moglie. Tra i due nasce una turbolenta relazione vissuta all’insegna della dissolutezza e fatta di liti furibonde, rappacificazioni e momenti di serenità fino a quando, alla fine, essi si separeranno e procederanno verso destini completamente opposti, ma legati per l’eternità da un qualcosa di vissuto in maniera piena, assoluta e quindi tendente all’infinito. La storia è raccontata attraverso riflessioni di Mathilde Mauté, moglie di Verlaine e figura irrinunciabile nella vita del poeta, la cui esistenza è inesorabilmente sconvolta da un matrimonio naufragato troppo presto.

Note di Regia

Il lavoro nasce come costola di un altro spettacolo, Amor Q, sempre ideato e diretto da Roberto Matteo Giordano dove vengono narrate quattro storie d’amore vissute in epoche diverse tra cui quella di Verlaine e Rimbaud;  in “Noi saremo” a tale storia viene dedicata l’intera performace. Verlaine e Rimbaud sono figli del loro tempo, un tempo in cui l’artista romantico si ribella alla tradizione e ai canoni, perché l’una e gli altri ingabbiano la fantasia, la creatività e, quindi, impediscono all’ anima, allo spirito di sfogare in qualche modo la tensione verso l’infinito che è la testimonianza di come l’intelletto, pur partendo dall’esperienza, quotidiana e sensibile, di un mondo limitato e finito, può superarne limiti e confini per esperire ciò che sta oltre.

Attraverso il concetto di  infinito, utilizzando principalmente il movimento come strumento di espressione,  vengono raccontate le vicissitudini dei due poeti maledetti dando priorità alla  parte emozionale, ai sentimenti e alla fusione delle due anime/corpi  in un Uno Assoluto.

L’intreccio fisico ed emotivo avviene nella loro mente dunque dove lo spazio sembra essere illimitato.

Godendo dell’ Io infinito, e quindi della sua assoluta attività e spontaneità, essi vivono conseguentemente della sua assoluta libertà e la loro poesia è così il risultato del “caos” interiore dei protagonisti, quel caos che disintegra l’ordine alle cose, lo smisurato al posto del misurato, l’infinito al posto del finito che va cercato non dopo la morte, ma nell’ardore di una vita vissuta intensamente.

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